Email marketing per B&B, perché lo devi fare

Per dare una buona impressione fin da subito, sia che si tratti di prenotazioni dirette che di prenotazioni provenienti da altri canali, si possono utilizzare le email dove comunicare al cliente informazioni gradite, prima del suo arrivo. Questo per farlo sentire considerato, chiedere quali sono le sue necessità ed esigenze e migliorare la sua esperienza di soggiorno.

Email personalizzate, prima di tutto, per non renderle cestinabili al primo colpo. Devono avere contenuti utili e che stuzzichino la curiosità degli ospiti. In caso di email a stranieri, tieni conto del fuso orario, cerca di inviare le comunicazioni ad un orario accettabile per essere letto.

L’email di conferma viene inviata da subito, anche se la prenotazione è stata fatta al telefono o da altro canale. Si inviano gli estremi per pagamento e informazioni principali: date, importo, indirizzo, canali social, in particolare Facebook, chiedendo di seguire la pagina per essere aggiornato su eventi e informazioni del luogo che posterai periodicamente.

L’email prima dell’arrivo viene inviata per mandare contenuti utili, in base alla lingua e alla tipologia di ospite: eventi del posto per il periodo di soggiorno, attività che si possono svolgere in zona, info sul meteo, consigli pratici, info sui trasporti, dove parcheggiare, informazioni locali, cosa fare in città (una delle ricerche più effettuate su Google), come raggiungere il centro, servizi aggiuntivi (colazione in camera, convenzioni, ecc.). Sono molto apprezzate dai clienti che si sentono così coccolati fin da subito.

Le email con questionario. C’è chi le propone prima dell’arrivo per conoscere meglio l’ospite e fornirgli un’esperienza di soggiorno ottimale. Non tutti però le apprezzano, in pochi rispondono.

Email con check-in online per raccogliere i dati degli ospiti e documenti e diminuire i tempi per l’iter di ingresso all’arrivo, soprattutto per chi viaggia per lavoro o ha poco tempo a disposizione.

L’uso della newsletter aumenta il tasso di ritorno dei clienti: potrai inviare email con offerte speciali a chi ha già soggiornato da te.

Cosa devi curare di un’email?

  1. l’oggetto dell’email è fondamentale, se è scritta bene sarà aperta (75% del successo dipende dall’oggetto). Deve catturare l’attenzione, incuriosire, emergere tra le tante che si ricevono ogni giorno. Deve quindi adattarsi al target di riferimento: i lettori sono uomini o donne? Quanti anni hanno? E’ anche importante che non sia molto lungo, non più di 5 o 6 parole (non più di 50 caratteri), questo perché il più delle volte vengono visualizzati da dispositivi mobili.
  2. i riferimenti: si deve capire subito da chi arriva l’email, altrimenti si potrebbe sospettare che sia spam.
  3. l’efficacia sul mobile. Non dev’essere quindi troppo pesante nel caricamento (tante immagini) e con testi troppo lunghi, perché si aprirebbero a fatica sui telefonini.
  4. la grafica dev’essere coerente alla tua brand identity e utilizzare gli elenchi che facilitano nella lettura
  5. attenzione all’uso inappropriato degli elementi grafici, le immagini non devono distogliere l’attenzione dall’obiettivo dell’email, influendo negativamente sulle conversioni
  6. lo stile che dev’essere in linea a quello del target a cui ti rivolgi. Meglio se si rivolge una domanda, posta in modo che il destinatario conosca già la risposta, questo per instaurare da subito un dialogo con il destinatario. Essere comunque diretti per comunicare chiaramente il messaggio e la chiamata all’azione principale.
  7. mettere in evidenza i vantaggi nell’aprire l’email. Accennare quindi a buoni sconto, offerte e consigli

Per valutare l’efficacia delle tue email, puoi valutare la buona riuscita del lavoro, attraverso varie metriche:

  1. Tasso di apertura: la percentuale delle email aperte, dopo l’invio. Anche se alcune si aprono in maniera automatica. Se è sotto il 20%, l’email va’ modificata, dal 20% al 35% può essere ancora migliorata, sopra il 35% il risultato è ottimo e va’ mantenuto nel tempo.
  2. Tasso di conversione: fa riferimento ai click sul bottone all’interno dell’email. Se è più basso del 10% ci sono contenuti e design da migliorare.
  3. Tasso di cancellazione: dalla mailing list per le newsletter. Se è superiore allo 0,2% bisogna capire qual è il problema.

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